Silvia Romano e l'ipocrisia del cristiano sedotto o ateo di fatto

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"Poiché l'iniquità aumenterà, l'amore dei più si raffredderà..."
Silvia Romano, italiana 23 anni rapita in Kenya. Trasportata da persone armate nella foresta camminando fino a 9 ore al giorno per un mese, ha passato 4 rifugi, è stata costantemente sorvegliata da terroristi armati di Kalashnikov. 18 mesi.

Molti che si proclamano cristiani, ma questo è solo l'ultimo esercizio di ipocrisia in senso cronologico, si stanno esprimendo senza pietà verso questa italiana con le illazioni più terribili o comunque non attenzionate dal senso di compassione che dovrebbe prevalere nel cristiano maturo. Senza applicare, il minimo sindacale prima di esprimere un giudizio senza appello, l'esercizio che ci ha insegnato Cristo Gesù: indossare i panni del prossimo per cercare di capire.

Quanto sarebbe stato più facile, qualche anno fa, capire le sofferenze di una privazione della libertà così crudele e le conseguenze che tale esperienze portano nelle scelte, mai veramente libere, di una vita reclusa in quel modo?

E anche se fosse stata una scelta veramente libera non dovremmo comunque rallegrarci per la liberazione di una italiana dalle mani di spietati terroristi? Oppure il fatto che sia donna, o "convertita all'Islam" che non digeriamo proprio? E perché se non per odio abilmente manovrato?

C'è davvero una differenza, allora, nel cuore di quei terroristi rispetto a quello dei linciatori?

Certo l'odio è abilmente manovrato e si possono trovare giudizi lincianti di due tipi:

Il giudizio di stampo politico che ribadisce in diversi modi questo concetto:
"
L'indignazione è che i nostri soldi sono andati in mano ai nemici terroristi, gli stessi che massacrano migliaia di cristiani nella completa indifferenza!".

Capite qual'è il meccanismo? Mettere a confronto diverse disgrazie per giustificare l'odio di fatto, che in questo modo travalica la divergenza di opinione, e farlo digerire anche a quanti altrimenti non riuscirebbero a farlo senza l'individuazione, strumentale, di un nemico da odiare o da una giustificazione da presentare.

L'esercizio della mente in questa maniera ci costringe a ragionare sulle cose facendoci dimenticare la compassione nel fatto specifico e proprio verso una persona sequestrata per anni proprio da quei "nemici". Ragionare sulle cose in questo modo ci fa dimenticare che il nostro combattimento non è contro carne e sangue ma contro i principati, contro le potenze, contro i dominatori di questo mondo di tenebre, contro le forze spirituali della malvagità. Efesini 6:12-17.

Certamente come italiani ci caratteriziamo da sempre, per la liberazione dei nostri uomini e donne sequestrate, attraverso la mediazione, non abbiamo nel DNA di essere dei Marines, ma oggi questo non si è tramutato in un successo ed in una gioia, dovremmo avere i nostri figli sequestrati in quel modo per capire meglio, ma piuttosto nell'ennesimo linciaggio. Certamente ci si potrebbe interrogare se sia giusto pagare, mediare oppure irrompere, ma è davvero questo che viviamo oggi oppure è una scusa per velare di giusto l'odio che prorompe?

E non è forse la morte di Gesù Cristo per mano di "terroristi" (certo è stata una sua scelta altrimenti non sarebbe accaduto) ad insegnarci che uno scambio per la vita vale la pena? Ma ecco entriamo in una logica perversa e cadiamo nello stesso errore, perdonaci Signore.

Non ci fa piacere leggere di una conversione all'Islam, certo, sarebbe stato molto edificante leggere di una conversione a Cristo, forse in quel caso saremmo tutti più indulgenti e amorevoli. Eppure, il Signore Gesù Cristo è andato in Croce anche per Silvia Romano, se da cristiani non le parliamo di questo ma baciamo crocefissi e la linciamo, allora c'è da chiedersi quanto di Cristo ci sia veramente in noi.

Il giudizio di stampo religioso che più o meno afferma:
"
L'indignazione è che ci sono cristiani che non rinnegano Gesù, anzi si lasciano uccidere e non mettere incinta e convertire all'Islam".

Ci sono anche dei versetti biblici da attuare, ovviamente: 2Cor 6:14 Non vi mettete con gli infedeli sotto un giogo che non è per voi; infatti che rapporto c'è tra la giustizia e l'iniquità? O quale comunione tra la luce e le tenebre?

Il principio è condivisibile, ma il presupposto è sbagliato!
La conversione all'Islam, pur condizionato dalla terribile esperienza e da verificare nel futuro, in questo caso non sembra esser l'abbandono di Gesù Cristo come Salvatore, ma il passaggio da una falsa religione, il cristianesimo nominale dell'occidente, ad un altra falsa religione, l'Islam. Cristo è venuto per salvare anche queste persone, e tali eravamo anche noi.

Vedi qui, tra i tanti:

Veri discepoli di Gesù Cristo, non uomini o donne nominalmente cristiani per la scelta di un rituale fatto dai loro genitori, si lasciano uccidere, abbiamo questa testimonianza, tu, che esprimi questo giudizio, lo faresti? E daresti per scontato che chi non lo fa non sia un vero discepolo?
Preghiamo che il Signore non ci metta davanti a questa prova, preghiamo per quanti sono davanti a questa scelta.

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Ora qui non si vuole negare il confronto, ma non ci troviamo davanti ad un confronto ma davanti a un linciaggio senza pietà, mosso per ragioni di consenso verso una persona fragile e in condizioni mentali che non possiamo immaginare. Il linciaggio a cui assistiamo, siamo ben al di là di esprimere opinioni anche divergenti, non è anche il segno dei tempi? "L'amore dei più si raffredderà... " e per che cosa? "per il dilagare dell'iniquità"... Non sembra tutto iniquità questa faccenda? Il risultato? Un pezzettino di amore si raffrederà, anche nei cuori dei cristiani sinceri, questo è il pericolo di questi tempi per la cristianità occidentale..

Non stupisce che tali ragionamenti esistono, sono cose che ci sono sempre state, ma a segnare questi tempi, a mio avviso, è che notizie di questo tipo strumentalizzate fino a questo punto oggi trovano spazio in molti più cuori di quanto, probabilmente, sarebbe successo qualche anno fa. Non stupisce neanche più che il linciaggio è spesso inizializzato per fini politici, coloro che dovrebbero dare l'esempio si prodigano, per una manciata di consensi, a spargere odio dimenticando che quell'odio si riverserà, in un modo o nell'altro, anche su chi lo ha alimentato.

Peccato, ancora un passo verso altri giudizi di Dio e ancora un altro passo verso lo spianare la strada alla Bestia. E questo mentre ancora viviamo la coda di una piaga, il COVID-19, che non sembra averci ammorbidito il collo, ma anzi. Eppure pensavamo di uscirne migliori. Ma già stiamo dimenticando.

 

Tutto già scritto, è vero, ma allora tu che ti dichiari cristiano attento! E' dalla casa di Dio che comincerà il giudizio. 1 Pietro 4

Il cristiano che di fatto è ateo è un anticristo o si comporta come tale (un problema che la Chiesa vive da quando è nata):
- "Figliuoletti, è l'ultima ora; e come avete udito che l'anticristo deve venire, fin da ora sono sorti molti anticristi; onde conosciamo che è l'ultima ora." - 1 Giovanni 2:18
- "Poiché si sono intrusi fra noi certi uomini, (per i quali già ab-antico è scritta questa condanna), empî che volgon in dissolutezza la grazia del nostro Dio" - Giuda 1:4
- "Or sappi questo, che negli ultimi giorni verranno dei tempi difficili perché gli uomini saranno egoisti, amanti del danaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senz'affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerarî, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi le forme della pietà, ma avendone rinnegata la potenza." - 2 Timoteo 3

 

Ma può un sincero discepolo di Gesù Cristo essere sedotto da ragionamenti non cristiani?
Purtroppo la Parola ci insegna che questo non solo è possibile ma che è accaduto e che accadrà.
"
Vattene via da me, Satana! Tu mi sei di scandalo" Sono parole durissime proferite ad un grande uomo di Dio. Proferite non da un amico capriccioso, Gesù il Cristo parla così a Pietro, che poco prima aveva benedetto. La motivazione? La spiega Gesù stesso: "Tu non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini». Matteo 16.

Anche il sincero discepolo di Gesù Cristo può, in alcuni momenti, avere il senso delle cose di Dio ed in altri momenti può non averlo.

I ragionamenti umani hanno una loro logica e delle loro ragioni, ma sono umani, non sono quelli di Dio avvolte molto diversi. Se non ci adoperiamo per avere la "mente di Cristo", in un quotidiano rinnovamento, daremo alle cose il senso degli uomini.

Nella mente è la battaglia, una battaglia quotidiana per ogni sincero discepolo di Gesù Cristo, un cammino fatto di lettura, meditazione, ringraziamento, preghiera, lode, comunione, opere,, SCELTE! Se stai leggendo queste righe probabilmente conosci molto bene questi concetti, ma un conto è conoscerli altro è applicarli.

Se la seduzione è alle porte di ogni mente è utile, per tutti, porci sempre queste domande: "Cosa ha fatto Gesù in questa occasione?", "Cosa farebbe?", "Cosa ha detto?", "Cosa non ha detto?", "Cosa ci ha ordinato?" E' questo il nostro allenamento in tempi che, come sembrano essere questi, sono caratterizzati da una moltitudine di parole, ragionamenti, conoscenze, cognizioni ma tutte inevitabilmente, pare, falliscano l'obbiettivo per cui si pongono convintamente come verità.

Come avere la mente di Cristo?

La risposta la troviamo in 1 Corinzi 2:16, dove Paolo cita Isaia 40:13 e poi fa una dichiarazione che riguarda tutti i veri credenti: "Noi abbiamo la mente di Cristo". Avere la mente di Cristo significa condividere il disegno, il proposito e la prospettiva di Cristo, ed è qualcosa che tutti i veri credenti possiedono.

Avere la mente di Cristo significa, tra le altre, che comprendiamo il disegno divino nel mondo:

  • portare gloria a Lui,
  • rispettare la creazione e, per quanto dipende da noi, riportarla al suo splendore originale
  • offrire salvezza ai peccatori.
  • Significa che ci identifichiamo con il proposito di Cristo di "cercare e salvare ciò che era perduto" (Luca 19:10).
  • Significa che condividiamo la prospettiva di Gesù fatta di umiltà e ubbidienza (Filippesi 2:5-8), compassione (Matteo 9:36) e dipendenza da Dio, accompagnata dalla preghiera (Luca 5:16).


Nei versetti che precedono 1 Corinzi 2:16, troviamo alcune verità relative alla mente di Cristo:
1) La mente di Cristo si pone in netto contrasto rispetto alla sapienza dell'uomo (versetti 5-6).
2) La mente di Cristo possiede la sapienza di Dio, un tempo nascosta ma ora rivelata (versetto 7).
3) La mente di Cristo è donata ai veri credenti attraverso lo Spirito di Dio (versetti 10-12).
4) La mente di Cristo non può essere compresa da quelli che non hanno lo Spirito (versetto 14).
5) La mente di Cristo dà ai veri credenti discernimento delle cose spirituali (versetto 15).

Per poter avere la mente di Cristo, una persona deve prima avere una fede salvifica in Cristo, la buona notizia della salvezza nel Signore Gesù il Cristo segue quello che per andare all'inferno non devi far nulla, ci sei giò di default -  (Giovanni 1:12; 1 Giovanni 5:12).

Dopo la salvezza, cioè la conversione, la nuova nascita che non è l'appartenenza o il cambio di una religione, ma l'avvio di una "relazione" con il Signore, il vero credente deve scegliere di vivere una vita sotto l'influenza di Dio. Lo Spirito Santo abita nel credente e lo illumina, infondendo in lui la sapienza: la mente di Cristo.

Il vero credente ha la responsabilità di affidarsi alla guida dello Spirito (Efesini 4:30) e di permettere allo Spirito di trasformare e rinnovare la sua mente (Romani 12:1-2).
E la scelta non di una volta sola, ma di ogni giorno, pur tra alti e cadute.

Abbiamo scritto molte volte la parola credente, eppure nel Nuovo Testamento le parole più usate per identificare il seguace di Gesù erano tre: discepoli, fratelli, cristiani.
Discepoli, appunto seguaci. Definirsi credenti non significa seguire Gesù, credere in Gesù non significa seguire Gesù. Anche i demoni credono in Gesù e restano demoni.

 

Ascoltiamo la voce del Pastore in questa babele di parole che ci trascinano via dalla pace, ritorniamo alla Croce li dove siamo stati perdonati, se hai accettato questo perdono, li ritroviamo comunione con Dio e con il prossimo. Li ritroviamo la compassione contagiosa di Dio, li e solo li possiamo ritrovare pace, confessando la nostra necessità di perdono e del Signore Gesù.

Il resto sta già bruciando. Salvati!

 

--- Matteo 24:3-14 ---

3 Mentre egli era seduto sul monte degli Ulivi, i discepoli gli si avvicinarono in disparte, dicendo: «Dicci, quando avverranno queste cose e quale sarà il segno della tua venuta e della fine dell'età presente?»

4 Gesù rispose loro: «Guardate che nessuno vi seduca. 5 Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: "Io sono il Cristo". E ne sedurranno molti. 6 Voi udrete parlare di guerre e di rumori di guerre; guardate di non turbarvi, infatti bisogna che questo avvenga, ma non sarà ancora la fine. 7 Perché insorgerà nazione contro nazione e regno contro regno; ci saranno carestie e terremoti in vari luoghi; 8 ma tutto questo non sarà che principio di dolori. 9 Allora vi abbandoneranno all'oppressione e vi uccideranno e sarete odiati da tutte le genti a motivo del mio nome. 10 Allora molti si svieranno, si tradiranno e si odieranno a vicenda. 11 Molti falsi profeti sorgeranno e sedurranno molti. 12 Poiché l'iniquità aumenterà, l'amore dei più si raffredderà. 13 Ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. 14 E questo vangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo, affinché ne sia resa testimonianza a tutte le genti; allora verrà la fine.
 

 

Vedi anche:

 

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Commenti

Ritratto di picar

Silvia Romano - il commento finale
Riceviamo e condividiamo un commento che riteniamo conclusivo sulla faccenda, un commento da discepolo di Gesù Cristo.

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Silvia Romano e Asia Bibi..una fragile ed una forte..una cristiana sulla carta e forse convertita per salvarsi la vita.
L'altra una martire che in dieci anni non ha mai rinnegato una fede che era gia' il vissuto per Asia.
Asia e' sempre stata libera..Silvia no.
Piccola fragile Silvia
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Ritratto di picar

--- Sono felice perché ho ritrovato i miei cari ancora in piedi, grazie a Dio, nonostante il loro grande dolore ----

La lettera di Silvia Romano che spiazza i crociati italiani e insegna i valori cristiani pur vestita da mussulmana!

Quanto abbiamo da imparare!

Qui il testo completo

"Vi chiedo di non arrabbiarvi per difendermi, il peggio per me è passato". Sono le parole di Silvia Romano, scritte nel suo profilo Facebook che è visibile solo ai suoi amici. "A tutti gli amici e le amiche che mi sono stati vicini con il cuore in questo lungo tempo - questo il testo completo - grazie grazie grazie".

"Grazie anche a chi non era un amico, ma un conoscente o uno sconosciuto e mi ha dedicato un pensiero", aggiunge la cooperante sotto sequestro per 18 mesi in Somalia e liberata sabato.

"A tutti coloro che hanno supportato i miei genitori e mia sorella in modo così speciale e inaspettato: scoprire quanto affetto gli avete dimostrato per me è stato ed è solo motivo di gioia, sono stati forti anche grazie a voi e io sono immensamente grata per questo. Non vedevo l'ora di scendere da quell'aereo perchè per me contava solo riabbracciare le persone più importanti della mia vita, sentire ancora il loro calore e dirgli quanto le amassi, nonostante il mio vestito".

"Sentivo che loro e voi avreste guardato il mio sorriso e avreste gioito insieme a me perché alla fine io sono viva e sono qui. Sono felice perché ho ritrovato i miei cari ancora in piedi, grazie a Dio, nonostante il loro grande dolore. Perché ho ritrovato voi tutti pronti ad abbracciarmi. Io ho sempre seguito il cuore e quello non tradirà mai. Vi chiedo di non arrabbiarvi per difendermi - è l'appello finale - il peggio per me è passato. Godiamoci questo momento insieme.

Vi abbraccio tutti virtualmente forte e spero di farlo presto anche dal vivo.Vi voglio bene".

Ritratto di picar

CONTRO SILVIA L'ORRORE INCONCEPIBILE DELLA DESTRA

di Giuliana Sgrena
("il manifesto")

Una donna che torna, dopo un rapimento, non è mai la stessa che è partita. E questo vale anche per Silvia Romano.

Le prime reazioni dopo la liberazione penso siano ancora condizionate dallo shock. Per questo credo debbano essere prese con cautela anche le dichiarazioni «emerse» dall’interrogatorio di domenica. Ci vuole tempo perché prendano forma i particolari di una vita vissuta in cattività. Particolari che forse inconsciamente abbiamo negato a noi stesse, così come altri sono stati probabilmente solo la concretizzazione di suggestioni.

Certo ogni rapimento è una storia a sé, ma credo che per una donna trovarsi isolata in un contesto culturale e religioso così diverso da quello in cui siamo cresciute rappresenti una difficoltà maggiore nella comprensione dei comportamenti e delle reazioni dei sequestratori che sono sempre maschi e trucidi.

Che non capiscono spesso le esigenze di una donna, soprattutto quelle del ciclo mestruale, durante il quale si allontanano perché sei «sporca». Il tabù del corpo della donna ha tuttavia un aspetto positivo: nessuna donna occidentale rapita – almeno negli ultimi anni e a quanto mi risulta – ha mai subito violenze fisiche se non quella estrema della morte. Questo non è poco, ma restano le violenze psicologiche. A volte persino più subdole e traumatizzanti.

Importante è anche il contesto in cui si consuma la prigionia: isolate, con altri prigionieri, la possibilità di comunicare con una donna… Certo per comunicare vi è anche il problema della lingua e non penso che gli shabab di oggi conoscano l’italiano come gli anziani che avevano subito la colonizzazione e la presenza italiana anche dopo l’indipendenza. Oltre al somalo si è diffuso l’arabo, soprattutto attraverso le scuole coraniche che, avevo appurato l’ultima volta che sono stata in Somalia, insegnavano la storia e la geografia dell’Arabia saudita! Scuole coraniche che hanno formato molti jihadisti. Già allora a Mogadiscio era in vigore la sharia fatta applicare da una Corte islamica che mozzava mani e piedi senza nemmeno l’anestesia usata, ipocritamente, dai sauditi.

Non mi meraviglierebbe quindi che Silvia si sia trovata in un contesto da «stato islamico».

Questo non vuol dire che non sia rimasta colpita dal suo abbigliamento quando è scesa dall’aereo che l’ha riportata in Italia. Le domande che subito mi sono posta però sono passate in secondo ordine rispetto alla gioia per la sua liberazione. La libertà vale anche per le scelte che lei ha fatto. Anche se dubito che in uno stato di prigionia – per di più durata così tanto – si possa mantenere lucidità e libertà nelle scelte.

Il mio rapimento – fortunatamente – è durato «solo» un mese durante il quale ho sempre mantenuto un atteggiamento conflittuale – e senza una lacrima – con i miei rapitori con i quali comunque comunicavo, come si può rimanere giorni senza parlare, anche correndo il rischio di non farsi capire? E non è mancata nemmeno la suggestione di farmi convertire all’islam facendomi recitare una preghiera – in questo caso con la sciarpa in testa – per dimostrarmi che in fondo era facile la conversione… Ma per fortuna i miei rapitori non erano fondamentalisti e mentre uno diceva che ero una «senza dio» l’altro – più politico – sosteneva che mi vedeva meglio come «combattente» che come donna sottomessa all’islam.

In effetti l’unico risultato ottenuto è stata la conferma di essere atea.

Ma 535 giorni sono lunghi, interminabili, e come sopportarli senza cercare di adattarsi per sopravvivere? E poi i contesti sono diversi – l’Iraq non è la Somalia – e anche i rapitori sono diversi.

Ma la canea che si è scatenata contro Silvia perché si è convertita all’islam non ha limiti e si scontra con il suo sorriso disarmato e disarmante, quasi ingenuo.

Paragonarla a una detenuta nei campi di concentramento che torna vestita da nazista è un orrore inconcepibile e dovrebbe offendere chi ha il senso della storia, ma purtroppo non è così, non c’è il minimo pudore nelle affermazioni di chi si sente in diritto di giudicare.

Come sempre succede quando una donna torna a casa dopo un rapimento, la destra si scatena contro il pagamento del riscatto.

Lecito o non lecito?

Quanto vale una vita umana?

I cittadini italiani devono essere tutti salvati o dipende dalle loro convinzioni?

È lecito pagare un riscatto che finirà nelle mani di jihadisti e magari anche in quelle di chi ha fatto da tramite, in questo caso i servizi segreti turchi che hanno fatto il loro spot pubblicitario con il giubbotto antiproiettile indossato da Silvia al suo rilascio?

Interrogativi che fanno passare in secondo piano una vita umana solo quando è una donna che deve essere riportata casa, in questo caso si tratta di Silvia «l’ingrata», che per la sua conversione non potrà essere annoverata tra le «vispe Terese» o le «oche giulive», quelle «che se la sono andata a cercare» o, peggio, hanno messo a rischio la vita di chi le ha volute salvare.

Non potrò mai dimenticare che devo la vita a Nicola Calipari e non basta una vita per elaborare questo trauma.

Ho parlato di donne rapite, perché quando è tornato un fotografo convertito nessuno si è pentito di averlo liberato e in nessun caso i rapiti maschi se la sono «andata a cercare».
(....)

Ritratto di picar

L'AMORE DEI PIU' SI RAFFREDDERA', PERCHE?
--- TRA I PIU' CI SIAMO IO E TE ---

Il linciaggio verso questa povera ragazza continua e se prosegue sugli scranni del parlamento figuriamoci sui social, qual'è il pericolo anche per il cristiano sincero?

Certamente il contagio di questo odio, le parole arroganti, strumento della bestia che Assomiglia all'Agnello ma è la Bestia, così facilmente risultano dolci al nostro udire per poi amareggiare lo spirito.

L'odio caccià via l'amore e ci rende prede della Bestia ma è vero anche l'inverso: la Luce caccia via le tenebre, ma dobbiamo scegliere, continuamente.

La medicina resta questa, ricordiamoci che la battaglia è nella mente, domandiamoci spesso: "Che farebbe Gesù?"

Come cristiani dovremmo porci questa domanda in ogni occasione In fondo il linciaggio a cui assistiamo, infatti siamo ben al di là di esprimere opinioni anche divergenti, non è anche il segno dei tempi? E' scritto: "L'amore dei più si raffredderà... " e per che cosa? "per il dilagare dell'iniquità"...

Non sembra tutta iniqua questa faccenda? Il risultato? Un pezzettino di cuore si raffrederà, anche nei cuori dei cristiani sinceri, questo è il pericolo di questi tempi per la cristianità occidentale.

L'amore dei più si raffredderà, come? Un pezzettino alla volta...

Non condivido il senso e la spiegazione mi pare troppo umanistica, la Fede in Cristo Gesù comporta delle scelte drastiche tra le quali quella di morire non tradendo la Fede. Tutto il resto è pensiero umano farcito di passi biblici quasi come conferme all'umano pensiero.

Ritratto di picar

Il principio è condivisibile, ma il presuppostio è sbagliato.
La conversione all'Islam, pur condizionato dalla terribile esperienza e da verificare nel futuro, in questo caso non sembra esser l'abbandono di Gesù Cristo come Salvatore, ma il passaggio da una falsa religione, il cristianesimo nominale dell'occidente, ad un altra falsa religione, l'Islam.
Qui si innesta la seduzione, il ragionamento è giusto ma l'applicazione in questo caso è fuorvianre, passiamo dalla compassione che richiede il caso alla condanna senza pietà. E' questo il senso delle cose dell'Uomo.

Veri discepoli di Gesù Cristo, non uomini o donne nominalmente cristiani per la scelta di un rituale fatto dai loro genitori, si lasciano uccidere, abbiamo questa testimonianza, tu lo faresti? E daresti per scontato che chi non lo fa non sia un vero discepolo?
Preghiamo che il Signore non ci metta davanti a questa prova, preghiamo per quanti sono davanti a questa scelta.
Dio ci benedica.

 

Anche Gesù prima di morire pregò affinché venisse allontanato il calice della sofferenza sulla croce, così penso anche gli altri credenti gli apostoli fino ai giorni nostri ex musulmani sono in continuo pericolo. La paura è insita in ogniuno di noi, ma questo non significa abbandonare la Fede, la Bibbia ci menziona Esaú che vendette la sua primogenitura per una minestra, Giuda il traditore e altri, la Parola di Dio ci fortifica più leggiamo e più siamo forti. Il Giudizio da cristiano è quello già detto probabilmente la giovane non era pienamente convinta di ciò che credeva in precedenza ( in questo ci sarebbe da dire riguardo all'educazione religiosa ricevuta ) , comunque come ben sai la scelta è personale ha scelto di lasciare Gesù suo Salvatore per un'altro. Da questo punto di vista non è salvata ha ripudiato la salvezza eterna per una salvezza terrena. Quando sarà il momento il popolo di Dio saprà come affrontare la morte e la violenza del mondo, come penso dovresti sapere, abbiamo lo Spirito Santo che viene in nostro soccorso, anche nelle distrette.

Ritratto di picar

la risposta già data è valida anche per queswto commento

Il principio è condivisibile, ma il presuppostio è sbagliato.
La conversione all'Islam, pur condizionato dalla terribile esperienza e da verificare nel futuro, in questo caso non sembra esser l'abbandono di Gesù Cristo come Salvatore, ma il passaggio da una falsa religione, il cristianesimo nominale dell'occidente, ad un altra falsa religione, l'Islam.
Qui si innesta la seduzione, il ragionamento è giusto ma l'applicazione in questo caso è fuorvianre, passiamo dalla compassione che richiede il caso alla condanna senza pietà. E' questo il senso delle cose dell'Uomo.

Veri discepoli di Gesù Cristo, non uomini o donne nominalmente cristiani per la scelta di un rituale fatto dai loro genitori, si lasciano uccidere, abbiamo questa testimonianza, tu lo faresti? E daresti per scontato che chi non lo fa non sia un vero discepolo?
Preghiamo che il Signore non ci metta davanti a questa prova, preghiamo per quanti sono davanti a questa scelta.
Dio ci benedica.

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