Daniele 1:8-9 - Decisioni possibili

Daniele 1:8-9
Daniele decise nel suo cuore di non contaminarsi con i cibi del re né con il vino che egli beveva, e chiese al capo degli eunuchi di permettergli di non contaminarsi. 
Dio concesse a Daniele di trovare favore e grazia agli occhi del capo degli eunuchi!!
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Decisero di non contaminarsi con il cibo del re, eppure era il cibo del re, il migliore; ma noi abbiamo un cibo migliore, molto migliore di quello che ci offre il mondo.  

Qual è oggi il cibo che ci contamina? Le notizie che ci turbano e ci tolgono il sonno! Le guerre, le voci di guerre!

Il libro di Daniele è emblematico, sembra che viviamo nei nostri tempi, pieni di idolatria, ma con persone che cercano di servire Dio in un mondo contorto.
Se leggete il libro di Daniele, è pieno di sfide, di attacchi personali, di persecuzioni ai fedeli, di colpi bassi, di false accuse.

Daniele 2 - Il sogno di Nabucodonosor spiegato dal profeta

Per domare le ultime resistenze assire e far guerra agli Egiziani loro alleati, Nebucadnesar (Nabucodonosor) accorse nel nord della Mesopotamia dove nel 605 a. C. sconfisse il faraone Neco prima a Carchemish e poi ad Hamath. Queste vittorie estesero il domino babilonese alla Palestina dove però Gioachim, re di Giuda si ribellò. Nebucadnesar, assedia Gerusalemme e la prende d’impeto: il Tempio viene spogliato ed i suoi preziosi arredi andranno ad arricchire i templi nemici. Insieme al re sconfitto ed a molti ostaggi tra le persone influenti del regno, vengono condotti nella capitale nemica dei giovanissimi principi tra i quali Daniele, Anania, Misael, Azaria. Sono portati a corte ed educati, con molti altri giovani nobili del Paese e destinati ad occupare posti chiave nell’amministrazione e nel governo del potente impero. Passano alcuni anni e Nebucadnesar, il giovane ed impetuoso monarca, una notte sogna qualcosa che lo colpisce e spaventa, ma che purtroppo non riesce a ricordare.

Daniele - Coraggio indomito - C.H. Spurgeon

Quando Daniele seppe che il decreto era firmato, andò a casa sua; e, tenendo le finestre della sua camera superiore aperte verso Gerusalemme, tre volte al giorno si metteva in ginocchio, pregava e ringraziava il suo Dio come era solito fare anche prima (6:10).
Daniele prosperò immensamente nelle cose materiali, ma prosperò anche la sua anima. Spesso l'avanzamento esteriore coincide con una decadenza interiore. Decine di migliaia di uomini sono stati contaminati dal successo.

Daniele 9:24-27 - Le settanta settimane di Daniele - Giuseppe Guarino

Daniele è un libro unico nel suo genere: contiene delle profezie così straordinarie che se da una parte viene celebrato come una delle più stupende prove dell'ispirazione della Scrittura, dall'altra invece viene sottoposto ad ogni tipo di attacco per trovare una spiegazione alternativa all'intervento soprannaturale dello Spirito Santo. La profezia delle "Settanta Settimane" che si trova al capitolo nove di Daniele è particolarmente importante per noi cristiani, perché è una delle principali profezie dell'Antico Testamento che ci confermano che Gesù è veramente il Messia promesso.

Qui non mi propongo di discutere la questione in dettaglio, ma qualcosa posso provare a dirla, nella maniera più semplice e concisa che posso.....

Continua nell'allegato in pdf

Daniele 9:25-27 - Sette e sessantadue settimane di anni

"Sappilo dunque e intendi. Dal momento in cui è uscito l'ordine di restaurare e riedificare Gerusalemme fino all'apparizione del Messia Capo, vi sono sette e sessantadue settimane di anni. Egli stabilirà un saldo patto con molti, durante una settimana di anni; e in mezzo alla settimana (settantesima) farà cessare sacrificio e oblazione. Dopo le sessantadue settimane di anni, il Messia sarà soppresso, nessuno sarà per lui. Egli (il Messia) farà cessare la trasgressione, metterà fine al peccato, espierà l'iniquità, stabilirà una giustizia eterna, suggellerà visione e profezia e ungerà un luogo santissimo" 
(Daniele 9:25,27 pp,26,24sp).

Questo testo del VI secolo a.C. è la pietra angolare della profezia messianica. Per questo motivo il libro di Daniele era il più letto, consultato e studiato nel primo secolo avanti e dopo Cristo. Il brano citato indica il momento della "pienezza dei tempi" (Galati 4:4), in cui si sarebbe presentato colui che, fin dal giardino dell'Eden, era stato annunciato come la persona che avrebbe stritolato la testa del serpente sotto il proprio piede e avrebbe subito la ferita che lo avrebbe fatto morire (Genesi 3:15).


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