Perchè io credo in colui che ha fatto il mondo

E' opinione comune che le leggi dell'universo scoperte dalla scienza siano in conflitto con quelle imperscrutabili di Dio. La contrapposizione tra fede e scienza rappresenta uno dei dilemmi più laceranti del nostro tempo; un dramma che conobbe il suo primo controverso atto con Galileo Galilei.
Zichichi, smentisce e ribalta tale contrapposizione: "Non esiste alcuna scoperta scientifica che possa essere usata al fine di mettere in dubbio o di negare l'esistenza di Dio"

Proprio Galilei, scopritore del principio d'inerzia, della relatività e delle prime leggi che reggono il creato, era credente e considerava la scienza uno straordinario strumento per svelare i segreti di quella natura che porta le impronte di Colui che ha fatto il mondo. E credenti erano Maxwell e Planck, due padri della fisica contemporanea, uomini che hanno scoperto nuovi orizzonti sulle leggi dell'universo grazie allo studio di particelle infinitamente piccole; tanto piccole da non poter contenere traccia né di angeli né di santi, e da non poter quindi avallare, apparentemente, alcuna spiegazione razionale dell'esistenza del divino.

Dove va rivolta la fede - C.H. Spurgeon

Nella Parola di Dio mi viene detto di credere, ma in cosa devo credere? Mi viene detto di cercare, ma cosa devo cercare? Qual è l'oggetto della mia speranza, della mia fiducia e del mio credere?
 
La risposta è semplice: l'oggetto della fede, per ogni peccatore, è Gesù Cristo. Tanti commettono l'errore di pensare che devono credere in Dio Padre, invece questa è la conseguenza della fede in Cristo. Arriviamo a credere all'amore eterno del Padre soltanto come risultato della fede nel prezioso sangue di Gesù.
 
Qualcuno dice: "Mi piacerebbe essere uno di quei fortunati che hanno il dono della fede in Dio". Questo anelito ha un senso particolare per quanto riguarda l'accostarsi a Dio nell'Antico Testamento; difatti il Signore si era scelto un popolo particolare, dei profeti e dei sacerdoti coi quali aveva stabilito un patto. Nel Nuovo Testamento, invece, è chiarito che il Padre dona la salvezza, per mezzo della fede, a tutti coloro che vengono a Lui grazie alla redenzione di Cristo.
 
Anzi, nessuno può venire al Padre se non per mezzo di Cristo (cfr. Giovanni 14:6).

Satana vuole distruggere la tua fede! - David Wilkerson

"Custodisci il buon deposito che ti è stato affidato mediante lo Spirito Santo che abita in noi" " Timoteo 1:14 - Un messaggio per coloro la cui fede è messa alla prova “Non abbandonate la vostra franchezza che ha una grande ricompensa!” (Ebrei 10:35). Se sei un cristiano, ti trovi un una guerra spietata. Infatti ti trovi in una battaglia all’ultimo sangue per la tua fede; Satana è determinato a far naufragare e distruggere la fede di tutti gli eletti di Dio. Più è forte la tua fede, più forti saranno gli attacchi contro di essa.

Sappiate che una fede incrollabile nel Signore fa infuriare l’inferno; nulla pone una più grande minaccia al regno di Satana se non un Cristiano che è inamovibile nella fede. Perché? È attraverso la fede e la potenza che essa dispensa, che il regno di Satana viene soggiogato. Attraverso la fede nasce la giustizia ed i fuochi demoniaci vengono spenti; le promesse di Dio sono ottenute e le bocche dei leoni vengono chiuse.

Per fede coloro che sono fedeli a Dio sfuggono ai colpi della spada; nella debolezza sono resi forti; diventano prodi in battaglia, facendo scappare l’armata del diavolo. Sopportano derisione, battiture, lapidazioni; se sono rinchiusi in prigione, cantano. Semplicemente la fede sostiene chi la possiede!

Fede - C. H. Spurgeon

In fondo in fondo, come credenti siamo dei semplici!
Indipendentemente dalla nostra età, nelle cose spirituali siamo piuttosto infantili. Appena creduto in Cristo, eravamo ancora più ingenui! Pensavamo che essere perdonati comportasse tante cose, che poi abbiamo scoperto non avere nulla a che fare con il nostro perdono. Per esempio, pensavamo che non avremmo mai più peccato; che la battaglia era già vinta; che ci trovavamo in un bel campo di fiori, senza più guerre da combattere; che avevamo già la vittoria; che dovevamo soltanto alzarci in piedi e agitare il ramo di palma; che tutti i problemi erano finiti, che dovevamo solo confidare in Dio e saremmo entrati in Cielo, senza dover combattere alcun nemico terreno.

Ovviamente, erano tutti errori. Notiamo che, sebbene sia dichiarato che: "Chi crede non è condannato", non è scritto da nessuna parte che chi crede non sarà messo alla prova. La tua fede deve essere esercitata, altrimenti non sarebbe tale. Dio non ha mai inteso dare la fede all'uomo senza provarla, anzi la fede serve proprio ad affrontare le prove.

L'offerta di Abramo

"L'Angelo disse: Non stendere la tua mano contro il ragazzo e non gli fare alcun male; ora infatti so che tu temi Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l'unico tuo figliuolo" (Genesi 22:12).

Leggi: Genesi 22:1-12.

L'apostolo Paolo ci informa, in una delle sue epistole, che "tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza" (Romani 15:4).

E che senza fede è impossibile piacere a Dio, o essere accettati in Gesù, il Figlio del Suo amore; possiamo essere certi che tutti gli esempi di una fede più che comune riportati nella Parola di Dio, sono stati ispirati dallo Spirito Santo perché noi li apprendessimo e li imitassimo. Per questa ragione, l'autore dell'epistola agli Ebrei, nel capitolo 11, fa un mirabile elenco di santi e martiri dell'Antico Testamento, "i quali per fede conquistarono regni, praticarono la giustizia, ottennero l'adempimento di promesse, chiusero le fauci dei leoni" (Ebrei 11:33) e sono andati avanti a noi nell'ereditare le promesse. Una confutazione sufficiente, credo, per quanti stimano che i santi dell'Antico Testamento non possano essere menzionati ai Cristiani come esempi di fede e perseveranza da seguire.

Le quattro ragioni della fede

Troviamo nel secondo Libro dei Re, al capitolo quattro, alcuni miracoli compiuti da Eliseo. Il primo, uno dei più sorprendenti, fu compiuto in casa della vedova. Da questo testo vogliamo trarre alcune considerazioni sulla fede vittoriosa - (2 RE 4:1-7)
 

LA NECESSITÀ È LO STIMOLO DELLA FEDE

Fino a quando non abbiamo veramente necessità di qualcosa, non cercheremo aiuto per soddisfare il nostro bisogno.
La necessità è lo stimolo che ci spinge a trovare una via di uscita. Spesse volte però ci aggrappiamo a cose inutili, futili e talvolta anche dannose.
La necessità in cui si trovava quella vedova era grave. Sarebbe stata a rischio la libertà dei suoi due figli, se non avesse pagato ai creditori il suo debito.

Il metodo della Grazia

"Essi curano alla leggera la ferita del mio popolo, dicendo: "Pace, pace" quando non c'è pace" (Geremia 6:14).
 
Come la benedizione più grande che Dio può mandare a un popolo è un ministro fedele, sincero ed integro, così non c'è maledizione maggiore che Dio lo abbandoni a guide ciech

Ve la mostro io la strada! Seguitemi!

Uno dei ricordi più belli di un mio viaggio in Israele, avvenuto molti anni fa, è stata la visita a Dotan. Ci siamo andati per conto nostro, senza agenti di turismo con le loro spiegazioni imparate a memoria, con una macchina presa in affitto. Mio marito voleva vedere gli scavi di quella antica città, fatti da un suo professore d’Università.

Dotan sorge in una conca, nella parte nord della Palestina. È circondata da colline, ed era il luogo in cui, millenni prima, Giuseppe, il figlio di Giacobbe, era andato a cercare i suoi fratelli che lo avrebbero poi buttato in una cisterna e venduto a una carovana di Ismaeliti, diretti in Egitto. Era facile immaginare le greggi di Giacobbe, sparse fra i campi e Giuseppe che arrivava con passo sicuro da lontano. Suo padre gli aveva dato una grossa incombenza.

Quando ci siamo arrivati noi, era un pomeriggio tranquillo, le pecore pascolavano e un po’ di vento portava, da chissà dove, il suono di uno zufolo. Un quadro perfetto per dei turisti curiosi e entusiasti come noi.

Dotan è anche la zona in cui è avvenuto un bell’episodio di cui fu protagonista Eliseo (e ci risiamo con Eliseo!). La storia è nel capitolo 6 del secondo Libro dei Re.

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